Il Cesena in A con il Passatore

Una trentina di immagini inedite, selezionate  dall’Associazione Alteo Dolcini, documentano un aspetto sconosciuto della prima storica promozione in serie A avvenuta nel 1973.

Un amarcord che testimonia il connubio che si creò allora tra il Cesena Calcio e la Società del Passatore e in particolare tra due grandi personaggi della Romagna come Dino Manuzzi e Alteo Dolcini.  Le immagini inedite e gli articoli della Mercuriale Romagnola attestano sia un evento sportivo di grande rilievo sia l’impegno delle persone che ne resero possibile la realizzazione. In particolare le fotografie ricordano i festeggiamenti per la promozione che si svolsero il 19 giugno 1973 presso il  ristorante Casali a Cesena. Gli scatti realizzati in quella serata (organizzata dalla Società del Passatore, il Tribunato di Romagna e il Panathlon Club di Forlì)  rendono omaggio a protagonisti come Dino Manuzzi, Alteo Dolcini, Umberto Filippi, Lionello Casali, ai giocatori e ai componenti dello staff tecnico e dirigenziale e anche a personalità dell’ambiente giornalistico come Giuseppe Ambrosini e Italo Cucci.

Italo Cucci: Alteo Dolcini e quella stagione di quarant’anni fa

“Quella stagione di quarant’anni fa non potrò mai dimenticarla. Per la Romagna e per il Cesena. Alteo Dolcini mi fece prima romagnolo, per liberarmi dall’insistente quanto amichevole accusa d’esser marchigiano pronunciata dal Conte Alberto Rognoni, eppoi “passatoriano”, vestendomi dei mitici orpelli di Stefano Pelloni, infine portandomi a gustare e giudicare i vini di Romagna. Dino Manuzzi mi volle cronista delle imprese bianconere che raccontai dalla promozione in B e in A, inventandomi “il piccolo Brasile” di Bersellini, Ceccarelli e Micio Orlandi e sbarcando a Magdeburgo quando i cesenati si guadagnarono un passaggio in Europa. Non è solo il ricordo di un’età felice, quello che torna a scaldarmi il cuore, ma quello degli uomini con i quali vissi un’avventura favolosa. Gente libera, sincera, entusiasta che viveva il gioco del calcio non solo come passione ma come promozione sociale: il Cesena ha dato il suo forte contributo alla crescita della piccola patria divenuta nel tempo città ricca e fascinosa. Prima c’erano la Biblioteca Malatestiana e il Teatro Bonci, poi ci fu posto anche per la Fiorita dove si esibiva la squadra che portò a tutta la Romagna le visite aristocratiche della Juventus, dell’Inter, del Milan e del Bologna. Il più grande spettacolo del mondo. Quante serate al Panathlon e in altri luoghi deputati ai dibattiti pallonari, quanti amici trovati eppoi perduti, nel tempo, a partire dal mitico Giuseppe Ambrosini cui fui presentato redattore di Stadio e che più tardi potei onorare come fondatore del “mio” Guerin Sportivo. Sono tornato sempre, per le vittorie e le promozioni ma anche nei giorni critici, quando chiamavo il Cesena “l’ascensore” perché andava dalla A alla B senza mai far drammi, progettando in allegria i frequenti festeggiatissimi ritorni nella massima serie. Alteo, adoratore della Romagna, mi spinse a sognare l’indipendenza della nostra terra dall’Emilia, non da Bologna che ho sempre considerato capitale romagnola; e nel frattempo mi portava a convegni e lauti pranzi alla Ca’ de Be’ dove incontravo personaggi mitici, compreso quel fantastico giornalista ch’era Guido Nozzoli, ritiratosi a Rimini, dopo avere raccontato il mondo, a fare l’ebanista. L’indimenticabile Alteo aveva la capacità di trascinarmi agli eventi che organizzava con una inarrestabile forza di convinzione. Non gli si poteva dir di no e c’è riuscito anche stavolta a portarmi alla Festa del Ricordo.”

PDF Rassegna stampa 6.12.2013

 

 

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Progetto grafico: Marco Pasqualini, Andrea Dolcini, Luca Bacciocchi.
Fonti documentali: Archivio Fondo Alteo Dolcini, Alberto Argnani.