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12 settembre 2010. Un compleanno da ricordare

La targa di via Prati a Forlimpopoli, opera di Marianna Bacchini (Foto Nediani)

 

Ne siamo certi, Alteo Dolcini dall’alto avrebbe senz’altro sorriso. Non solo per la targa ceramica posta sulla sua casa natale in via Prati a Forlimpopoli e non soltanto per la grande partecipazione di amici, autorità, rappresentanti di associazioni culturali romagnole alla manifestazione in suo onore. Dolcini avrebbe certamente apprezzato, anzi sarebbe stata una sua idea, l’imposizione del cappello del Passatore a Paolo Zoffoli, sindaco di Forlimpopoli, avvenuta dopo la scopertura della targa.

 

Paolo Zoffoli, Pietro Crementi, Andrea Dolcini (Foto Nediani)


Del Passatore Dolcini recuperò il fascino delle leggende popolari e ne utilizzò il simbolo per dare prestigio e valore ai vini romagnoli. Puntualizzando ogni volta che il Passatore, custode severo della rinascita vitivinicola romagnola (e ce n’era  davvero bisogno negli anni sessanta) nulla aveva a che fare con il criminale Stefano Pelloni. Il resto furono polemiche non ancora sopite ma Dolcini ben sapeva che le discussioni avrebbero amplificato la celebrità dei nostri vini. E a sostenerlo furono Aldo Spallicci, Francesco Serantini, Max David, Don Francesco Fuschini, Piero Zama: il gotha culturale romagnolo del secolo scorso.
Un’infanzia povera, quella di Dolcini, come ha ricordato il figlio Andrea. Una modesta famiglia di contadini, poi il riscatto sociale e culturale che abbracciò tutta la comunità romagnola. D’altronde “Per la nostra terra, per la nostra gente” fu il motto coniato da Dolcini per il Tribunato di Romagna.
Domenica 12 settembre l’Associazione Alteo Dolcini ha posto un ricordo ceramico per dare perenne memoria a questo grande di Romagna.

Scopertura della targa intitolata ad Alteo Dolcini (Foto Nediani)

E il “caplazz” del Passatore ha sancito la riappacificazione fra due illustri forlimpopolesi, Pellegrino Artusi e Alteo Dolcini, un binomio che fa di Forlimpopoli il baricentro della enogastronomia romagnola.
Claudio Casadio, Vice Presidente della Provincia di Ravenna, ha ricordato le capacità di Dolcini nel suo ruolo di segretario comunale a Faenza: snellire la burocrazia, rendere più efficaci ed agevoli i servizi offerti ai cittadini. Riccardo Chiesa, Tribuno di Romagna, ha sottolineato i successi e le delusioni che Dolcini sperimentò quando molte delle sue idee anticipatrici non furono subito comprese e discusse, spesso proprio dalle istituzioni locali alle quali egli si rivolgeva per dare lustro alle eccellenze economiche e culturali romagnole. In questo senso Andrea Dolcini ha rivolto un appello alle attuali amministrazioni pubbliche, spicca l'assenza di rappresentanti del comune di Bertinoro, perchè l'esempio di Alteo Dolcini non sia ignorato e siano discusse ed affrontate le sue idee che possono ancora trovare realizzazione.

Aurelio Angelucci, con i versi di Aldo Spallicci, Mario Vespignani e Arrigo Casamurata gli hanno reso omaggio con le loro poesie a lui dedicate.

1) Riccardo Chiesa, A. Dolcini, Paolo Zoffoli, Claudio Casadio 2) Arrigo Casamurata, Paolo Zoffoli, Mario Vespignani, A. Dolcini, Aurelio Angelucci


Con il saluto di Paolo Zoffoli, e la sua dichiarazione per radicare in futuro la memoria di Dolcini a Forlimpopoli, la manifestazione è quindi terminata. Con una targa ceramica ed il cappello del Passatore, così come sarebbe piaciuto ad Alteo Dolcini.

(Foto Nediani, vedi anche foto 1) e 2))