Con Enzio Strada e il suo libro "Giovanni Pianori" al Rotary di Faenza
Giovedì 31 gennaio, in una serata dedicata ai soci, il Rotary di Faenza ospita la presentazione del libro "Giovanni Pianori, osare e morire per l'Italia e per Mazzini" con l'autore Enzio Strada. L'evento è stato promosso dall'Associazione Alteo Dolcini che ha riconosciuto nell'opera di Strada un lavoro di particolare rilievo storico e culturale. Il patriota Giovanni Pianori, nato a Brisighella nel 1823 e cresciuto a Faenza, il 28 aprile 1855 a Parigi attentò alla vita di Napoleone III, imperatore francese che sei anni prima aveva represso nel sangue la Repubblica Romana di Mazzini, Saffi e Armellini. Come un Emile Zola nostrano, Strada ha ricercato la documentazione necessaria negli archivi inglesi, francesi, italiani e soprattutto nell'Archivio Segreto del Vaticano: il suo "j'accuse" è un'opera che può essere letta sia come un giallo storico sia come un'inchiesta giornalistica che già dalle prime pagine introduce il lettore nelle vicissitudini di Pianori. Oltre quarant'anni di ricerche hanno permesse a Strada di ricostruire, grazie ad una mole notevole di documenti inoppugnabili e inediti, la vicenda umana e storica di Giovanni Pianori detto il Brisighellino. Il libro è stato pubblicato da Carta Bianca Editore di Faenza.
Le forme del sacro
Sabato 26 gennaio a Forlì, alle ore 11.30 presso il Palazzo di Residenza della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì in corso Garibaldi, l'inaugurazione dell'evento curato come ogni anno dall'Associazione Forlì-Faenza. La mostra, a cura di Alberto Bondi e di Flavia Bugani, mette a confronto opere di arte sacra realizzate da Giovanni Marchini (Forlì, 1877-1946) e Luciano Samorè (Fognano, 1940). La presentazione della mostra negli interventi di Angelo Sampieri e Paola Lagorio, Reggenti dell'Associazione Forlì-Faenza, e di Piergiuseppe Dolcini, Presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì.
Il Patron dei vini romagnoli31 ottobre 1962, 31 ottobre 2012: cinquant'anni dalla fondazione del Consorzio per la Tutela dei Vini Romagnoli (poi Ente Tutela Vini Romagnoli, oggi Consorzio Vini di Romagna). Data storica per gli effetti che il risorgimento vinicolo romagnolo (così fu definito da Alteo Dolcini) ebbe sull'economia del territorio romagnolo; primo passo per un'azione di promozione che dall'ambito enologico - con il supporto del Tribunato di Romagna e della Società del Passatore - si allargò al turismo e ad altri settori economici. Ancora oggi molte strategie per la diffusione dei vini romagnoli emulano le prime iniziative che Alteo Dolcini sviluppò con l'Ente Tutela Vini e il Tribunato di Romagna; una per tutte l'intuizione delle Strade dei Vini per la valorizzazione turistica del territorio. Data storica, si è detto. Che rischiava però di passare inosservata. Soltanto l'Associazione Alteo Dolcini ha ricordato questa importante ricorrenza, grazie ai quotidiani romagnoli e a Walter Della Monica, Franco Gabici e Silviero Sansavini che hanno descritto il ruolo fondamentale di Alteo Dolcini per il rilancio della produzione vitivinicola della Romagna, e con lui Pasquale Baccherini, Romeo Bagattoni, Lino Celotti e altri fautori del risorgimento vinicolo romagnolo. Leggi gli articoli Nella foto: Bertinoro, 1988, celebrazioni del IX centenario dell'Università di Bologna e ratifica di nuovi accordi per il Centro di Ricerche Enologiche dell'Università di Bologna a Tebano (Faenza); Alteo Dolcini con Fabio Roversi Monaco (allora rettore dell'ateneo bolognese) e Mario Pezzi della Fattoria Paradiso di Bertinoro. Ciao Mario
Mario Pezzi (27 ottobre 1929 - 22 settembre 2012) lascia una vita piena di testimonianze artistiche e di grande umanità. E' stato uno dei più importanti ceramisti che abbia operato a Faenza dal dopoguerra a oggi. Un caplazz per Marco Malvaldi
L'illustrazione di Anna Parini per l'articolo di Marco Malvaldi su "Tuttolibri"
Nell'inserto Tuttolibri de La Stampa di sabato 28 luglio Marco Malvaldi racconta il percorso della 100 Km del Passatore evocando le suggestioni, storiche e culturali, che offre il viaggio da Firenze a Faenza. Malvaldi, autore di romanzi di successo pubblicati da Sellerio (La briscola in cinque, Il gioco delle tre carte, Il re dei giochi e il recente Odore di chiuso nel quale il protagonista è Pellegrino Artusi) ricorda Alteo Dolcini e la sua idea di organizzare "una corsa podistica un pò particolare". Di più, ripropone il mito del Passatore e si interroga sulle motivazioni che spingono oggi tanti podisti, per lo più dilettanti, a ripercorrere gli itinerari nei quali si creò la leggenda di Stefano Pelloni. Cosa manca? Un "caplazz" (il cappello del Passatore che viene "imposto" ai soci onorari della Società del Passatore) al merito per Marco Malvaldi, da consegnare magari in occasione della partenza della prossima 100 Km a Firenze. Ma a questo dovrà pensare il comitato organizzatore della corsa: lo farà? Intanto, per leggere l'articolo di Marco Malvaldi: http://www3.lastampa.it/libri/sezioni/news/articolo/lstp/463812/ |

